giovedì 19 gennaio 2012

Meritrocazia

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Lì, come qui, il merito sta nel conoscere le persone giuste. Un amico, magari un parente, che ti può far fare l'assessore a Grumo Nevano come ad Angri.

martedì 22 novembre 2011

Ricchi e povero

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sabato 19 novembre 2011

A pucchiacca mane 'e criature

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Sono passati molti giorni dal mio ultimo post (26 settembre) e tanto poco è cambiato a Grumo Nevano. Il Sindaco Grimaldi ancora s’arrabbatta come può nella sua smania di resistenza contro ogni pubblica e politica decenza. Gli altri continuano a dare mostra di quanto non sanno fare, in un mix di presunzione e oscena ostentazione di nullafacenza. Persino il citofono sta sempre sotto il portone del comune, con la differenza che se ora provate a suonarlo, dalla stanza del Sindaco risponderà direttamente Alduccio Chiacchio. I tumulti interni alla maggioranza hanno definitivamente mostrato le posizioni di potere. Dei sei mesi di mandato, Grimaldi ne ha spesi quasi la metà per nominare la sua giunta, l’altro tempo occupato in inutili riunioni notturne negli uffici comunali.

Erano partiti sostenendo la necessità di svincolarsi dalla Prefettura per quanto atteneva alle gare d’appalto. Fu Pasquale Iovine adassumersi la responsabilità di dichiarare quelle cose in un consiglio comunale del lontano luglio scorso; disse che con la Prefettura avremmo superato i termini e i bambini sarebbero rimasti senza mensa scolastica. L’intento era onorevole, seppur molto discutibile dal punto di vista politico, poiché quello era il primo atto deliberativo di una nuova maggioranza in un ambiente così difficile come quello di Grumo Nevano e dell’intera provincia a nord di Napoli, permeata dal connubio del malaffare politico come tristemente resocontato dai casellari giudiziali. Alla fine, poi, pur facendo a meno della bradipesca macchina burocratica prefettizia, i tempi ugualmente non sono stati rispettati e al momento nelle scuole non c’è alcuna mensa: 500 bambini a stomaco vuoto. A nulla servono le parziali e vaghe scusanti addotte da Iovine, come non meglio definiti cavilli o addirittura impegni personali che lo avrebbero portato a occuparsi di fatti suoi per oltre un mese quando invece i contribuenti grumesi lo pagavano per occuparsi di altro. Lo smacco è grande, incontrovertibile e necessario di un gesto di responsabilità e dignità politica: le dimissioni. Null’altro che le dimissioni.

Vale lo stesso, evidentemente, per Grimaldi che è riuscito a fallire nell’unica cosa che avrebbe dovuto fare in sei mesi. E se a persuaderlo di smammare non bastassero le comprensibili lagnanze dei genitori per la mancata mensa scolastica, c’è quell’enorme cazzata detta e ripetuta nel corso dell’ultimo consiglio comunale, secondo cui “la mensa è un lusso” che noi non ci possiamo permettere. In altre parole, un diritto – oramai acquisito in tutti i comuni del mondo – per Grimaldi rappresenta un lusso, laddove per i grumesi l’unico lusso è continuare a essere governati da una persona che non ha la più pallida idea di cosa fare, di come risolvere problemi drammatici di una città sull’orlo del fallimento, e soprattutto non gode più di quell’equilibrio psico-mentale – se vogliamo anche politico – capace di discernere le cazzate da dirsi a bocca chiusa da quelle da dire in un pubblico consesso. Paradossalmente, il miglior giudizio sul suo operato è stato pubblicamente espresso da uno dei maggiorenti del movimento Campania Idea Mediterranea, il suo gruppo di riferimento e un pilastro dell’attuale maggioranza. secondo Gennaro Alborino, il coordinatore provinciale della corrente interna al Pdl capeggiata dal cons. regionale Massimo Ianniciello, Grimaldi è privo di “autorità e autorevolezza nell’avviarela macchina amministrativa in fase di stallo”. Tradotto: Grimaldi non ha capacità di comando, né tempra per governare una maggioranza e non avrebbe fatto praticamente un cazzo (dal politchese fase di stallo amministrativa) da quando è stato eletto. Chapeau per la brillante ed incisiva definizione.

Si segnala negativamente anche il vice-Sindaco Carmine D’Aponte. Sempre durante l’ultimo consiglio comunale, i cronisti riportano che a precisa domanda sulla situazione finanziaria dell’Ente, né Grimaldi e tantomeno D’Aponte hanno saputo dare debito conto. Ora, se è pressoché normale per Grimaldi, che di mestiere fa il medico e che tuttavia da Sindaco dovrebbe comunque saper rispondere se non si chiamasse per l’appunto Grimaldi, è inaccettabile invece per D’Aponte di professione commercialista. Eppure non dovrebbe essere così difficile fare un colpo di telefono al dirigente, scendere una rampa di scale per andarsi a informare. Anche in questo caso evocare le dimissioni è il minimo, o sbaglio?

45 giorni. Ci sono voluti quasi due mesi per nominare una donna nel nuovo esecutivo comunale. O meglio, per rifare lo stesso esecutivo cambiando un solo nome. Due mesi di riunioni, veti incrociati e guerre, perché nessuno dei gruppi consiliari era disposto a cedere sui nomi originariamente imposti al primo cittadino. A essere decapitato, infine, è toccato a De Santis, la scelta più indolore per Grimaldi che in questo modo ha evitato future ritorsioni (ma non è escluso, vedrete) mentre nel qual caso i suoi fedelissimi Liguori e Campanile hanno accettato senza colpo ferire. Il nuovo assessore si chiama Maria Assunta Aveta, ragazza molto carina e sveglia, classe 1988, residente a Frattamaggiore e studentessa presso la facoltà di Farmacia. Nessuna precedente attività politica sul nostro territorio (esclusa l’ultima campagna elettorale in cui è stata candidata con Grimaldi), nessuna precedente esperienza come consigliere comunale o assessore, nessuna rilevante esperienza nel campo dei lavori pubblici. Eppure, questa 23enne frattese dovrà occuparsi del settore in assoluto più spinoso in un ente pubblico. Nel cambio ci abbiamo sicuramente perso, intanto perché passiamo da un incompetente (De Santis deteneva la delega dei LL.PP. pur essendo commercialista) a una super incompetente d’importazione. Spiace che proprio una persona perbene e garbata come De Santis (e lo dico senza conoscerlo), uno che ha investito risorse, tempo e passione nel progetto Grimaldi, abbia dovuto abbandonare per una strampalata logica che ha finito per preferire assessori scarsissimi, inciucioni e spudorati che con atti e parole hanno fatto solo disastri per questa città. L’idea di affidare i LL.PP. a una ragazza senza competenze, carisma e capacità tecniche alcune, ma solo perché sponsorizzata da chissà chi, è il non plus ultra dello squallore politico. Nulla di personale contro questa giovane signora, magari nel tempo dimostrerà pure di essere migliore di assessori architetti o ingegneri, tuttavia a Grumo Nevano serviva una nomina di altra caratura, una professionalità capace di analisi e prospettiva, un politico navigato che conoscesse i difficili mari. Non a caso il PresDelCons. Monti, di fronte a parimenti situazione di crisi, ha scelto donne di una certa levatura, non una 23enne d’oltre ponte. Mentre a noi è toccato un fantoccio politico spacciato per assessore.


lunedì 26 settembre 2011

Citofonare Grimaldi

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In fondo siamo tutti un po’ a domandarci come finirà questa storia. Se, come in cuor nostro temiamo, finirà come in passato, se questa sarà solo una replica dal finale risaputo. D’altronde, loro di conferme ce ne stanno dando quotidianamente. Le cose promesse e poi non fatte, il muoversi da bradipi, contengono la doppia colpa di chi è al tempo stesso mentitore e inetto. Ma di tutto, quello che più irrita, è che fanno un casino per non concludere nulla. Tutte queste riunioni, queste cene e incontri non hanno prodotto niente, se non confermato ciò che gli stessi elettori di Grimaldi sapevano. Nella disperata storia politica grumese, a Grimaldi spetterà il primato del più alto numero di riunioni serali organizzate sul comune. In soli quattro mesi siamo ad almeno venti riunioni e spedito Grimaldi, si appresta a bissare il suo record realizzato dieci anni fa quando in due anni sfiorò le cinquanta riunioni, numero arrotondato per difetto poiché escluse le riunioni poco ufficiali. Durante il suo primo mandato, Grimaldi si contraddistinse per una cosa dal valore storico per la politica grumese: fece montare un citofono sul portone del comune. All’epoca il citofono collegava l’esterno direttamente con l’ufficio del sindaco, la cosa si rese necessaria proprio per l’alto numero di riunioni serali che in quel periodo si tenevano negli uffici comunali, non deputati a tal scopo se non alla presenza di certa pseudo classe dirigente convinta che vinte le elezioni si possa disporre del municipio come di casa propria. Insomma, l’andirivieni di consiglieri, assessori e politologi era così caotico tanto da convincere Grimaldi dell’esigenza di un citofono che avrebbe evitato il continuo saliscendi dal secondo piano fino al portone per aprire ai ritardatari. Di quel periodo si ricorda solo questo, oltre alle riunioni di cui sopra, spesso burrascose quanto inconcludenti. Persino il recente documento elaborato dalla maggioranza in cui sostanzialmente si mette nero su bianco che gli assessori sono in realtà i maggiordomi dei gruppi consiliari, è un tarocco pure quello. Nel 2000 erano ugualmente fantocci. Celebre l’aneddoto secondo cui, durante una riunione di giunta, un assessore resosi conto che la delibera in discussione era stata cambiata, uscì dalla stanza del sindaco per andare a telefonare al suo consigliere di riferimento e di lì poi a leggergli tutta la delibera in attesa del suo benestare. Ecco perché Grimaldi è un film già visto. Le stesse inutili riunioni, lo stesso immobilismo mentre la città agonizza, le stesse controfigure scelte come assessori. Solo l’Enel ringrazia.

venerdì 23 settembre 2011

Piccolo memo per il Comandante della PM

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Come di consueto, eccomi qui a scrivere l’annuale post in occasione della festa di San pio. L’ennesimo post di lagnanza che, a dire il vero, quest’anno pensavo di saltare giacché riponevo (troppa) fiducia nel nuovo comandante della polizia municipale. Dagli amministratori non mi sarei certamente aspettato un atteggiamento più legale, ma da lui sì. Da lui che si è da subito mostrato attento a certi dettagli, che pare oggi aver dimenticato dopo il periodo d’iniziale ambientamento. La festa di san pio anche quest’anno si svolge nei pressi della statua eretta su uno spigone che divide la parte finale di viale rimembranza con la rampa del ponte grumo-s. Arpino. rispettato anche il programma che si svolge di norma su tre serate, con gli interventi dei soliti neomelodici, scuole di ballo e casinari vari. Cibo in mezzo alla strada, qualche bancarella qua e là e un grosso palco che invade mezza carreggiata di viale rimembranza e, in pratica, impedisce il naturale afflusso della circolazione per i residenti dell’ex casello e via gentile. Per tre serate viale rimembranza resta chiusa dall’incrocio con via Cimmino fino alla curva del ponte grumo-s. Arpino, all’altezza dello svincolo che poi porta a via cilea. È un rito a metà strada tra il religioso e il pagano, che blocca un’arteria principale arrecando un disagio a migliaia di grumesi, che di lì vorrebbero passare o semplicemente aspettare un bus pubblico. Tuttavia a dispetto del grande impegno profuso dall’organizzazione, capeggiata da Giuseppe Martucci in arte Peppe Sivori, e a dispetto delle generose autorizzazioni concesse dal comune, la festa del santo pugliese non richiama un grande pubblico. Lo scorso anno poche decine si persone si aggiravano per viale rimembranza deserta e quest’anno, probabilmente, analogo sarà l’esito. Ciò nonostante, gli amministratori continuano a prestare il fianco per la solita storia del populismo clientelare, chè queste feste ravvivano il paese e dovrebbero portare consensi. Non è così. Allo stesso tempo, i vari comandanti della Pm che si sono succeduti in questi anni (4) continuano a sottovalutare leggi e rischi. Fanno finta di non vedere quanto è pericoloso quel grande palco, che ostruisce l’accesso di eventuali mezzi di soccorso. E tutti i comandanti, continuano a fare largo uso della protezione civile adibita a mansioni di viabilità, laddove espressamente vietato dal codice della strada, pena il reato di usurpazione di funzione pubblica. Va anche detto che tutti i comandanti fanno anche uso di ausiliari del traffico, e anche lì qualche norma lo vieterebbe, ma di sicuro sempre meglio che dare potere a questi piccoli rambo in mimetica della protezione civile. A me ne tocca sempre uno (fortunatamente diverso) quando “tento” di rincasare, costretto a passare da via Cimmino in via Eduardo Chiacchio e poi fare l’infinito giro fino al ponte da ridiscendere e poi svoltare – si fa per dire – verso l’ex casello. Puntualmente il piccolo rambo mi si para davanti e con fare autoritario m’intima l’altolà domandando dove devo andare. Io faccio finta di niente, gli dico che non sono tenuto a comunicargli un bel niente e di liberare immediatamente la strada. Ne scaturisce sempre un alterco, loro mi mandano a fare in culo nemmeno velatamente, poi fanno finta di prendere il cellulare per chiamare la polizia o i vigili (a trovarli…), io continuo a non dargli credito, prendo le transenne le sposto e passo. Così tutti gli anni. Alla fine sarei tentato di denunciare mezzo mondo e ne avrei anche ragione, però poi non muovo un dito perché Peppe Sivori è un amico e gli farei solo un danno, e in fin dei conti questi della protezione civile sono solo degli ignoranti comandati da chi è più ignorante di loro. Invece, il comandante della polizia municipale, che non è di Grumo e del codice della strada, dovrebbe intendersene, qualcosa avrebbe potuto fare. Ma lui è ormai diventato consueto e allineato in questo misero panorama, fatto di anarchia, di leggi non rispettate, di pericoli e di amministratori sempre più populisti e mediocri.

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