sabato 19 novembre 2011

A pucchiacca mane 'e criature


Sono passati molti giorni dal mio ultimo post (26 settembre) e tanto poco è cambiato a Grumo Nevano. Il Sindaco Grimaldi ancora s’arrabbatta come può nella sua smania di resistenza contro ogni pubblica e politica decenza. Gli altri continuano a dare mostra di quanto non sanno fare, in un mix di presunzione e oscena ostentazione di nullafacenza. Persino il citofono sta sempre sotto il portone del comune, con la differenza che se ora provate a suonarlo, dalla stanza del Sindaco risponderà direttamente Alduccio Chiacchio. I tumulti interni alla maggioranza hanno definitivamente mostrato le posizioni di potere. Dei sei mesi di mandato, Grimaldi ne ha spesi quasi la metà per nominare la sua giunta, l’altro tempo occupato in inutili riunioni notturne negli uffici comunali.

Erano partiti sostenendo la necessità di svincolarsi dalla Prefettura per quanto atteneva alle gare d’appalto. Fu Pasquale Iovine adassumersi la responsabilità di dichiarare quelle cose in un consiglio comunale del lontano luglio scorso; disse che con la Prefettura avremmo superato i termini e i bambini sarebbero rimasti senza mensa scolastica. L’intento era onorevole, seppur molto discutibile dal punto di vista politico, poiché quello era il primo atto deliberativo di una nuova maggioranza in un ambiente così difficile come quello di Grumo Nevano e dell’intera provincia a nord di Napoli, permeata dal connubio del malaffare politico come tristemente resocontato dai casellari giudiziali. Alla fine, poi, pur facendo a meno della bradipesca macchina burocratica prefettizia, i tempi ugualmente non sono stati rispettati e al momento nelle scuole non c’è alcuna mensa: 500 bambini a stomaco vuoto. A nulla servono le parziali e vaghe scusanti addotte da Iovine, come non meglio definiti cavilli o addirittura impegni personali che lo avrebbero portato a occuparsi di fatti suoi per oltre un mese quando invece i contribuenti grumesi lo pagavano per occuparsi di altro. Lo smacco è grande, incontrovertibile e necessario di un gesto di responsabilità e dignità politica: le dimissioni. Null’altro che le dimissioni.

Vale lo stesso, evidentemente, per Grimaldi che è riuscito a fallire nell’unica cosa che avrebbe dovuto fare in sei mesi. E se a persuaderlo di smammare non bastassero le comprensibili lagnanze dei genitori per la mancata mensa scolastica, c’è quell’enorme cazzata detta e ripetuta nel corso dell’ultimo consiglio comunale, secondo cui “la mensa è un lusso” che noi non ci possiamo permettere. In altre parole, un diritto – oramai acquisito in tutti i comuni del mondo – per Grimaldi rappresenta un lusso, laddove per i grumesi l’unico lusso è continuare a essere governati da una persona che non ha la più pallida idea di cosa fare, di come risolvere problemi drammatici di una città sull’orlo del fallimento, e soprattutto non gode più di quell’equilibrio psico-mentale – se vogliamo anche politico – capace di discernere le cazzate da dirsi a bocca chiusa da quelle da dire in un pubblico consesso. Paradossalmente, il miglior giudizio sul suo operato è stato pubblicamente espresso da uno dei maggiorenti del movimento Campania Idea Mediterranea, il suo gruppo di riferimento e un pilastro dell’attuale maggioranza. secondo Gennaro Alborino, il coordinatore provinciale della corrente interna al Pdl capeggiata dal cons. regionale Massimo Ianniciello, Grimaldi è privo di “autorità e autorevolezza nell’avviarela macchina amministrativa in fase di stallo”. Tradotto: Grimaldi non ha capacità di comando, né tempra per governare una maggioranza e non avrebbe fatto praticamente un cazzo (dal politchese fase di stallo amministrativa) da quando è stato eletto. Chapeau per la brillante ed incisiva definizione.

Si segnala negativamente anche il vice-Sindaco Carmine D’Aponte. Sempre durante l’ultimo consiglio comunale, i cronisti riportano che a precisa domanda sulla situazione finanziaria dell’Ente, né Grimaldi e tantomeno D’Aponte hanno saputo dare debito conto. Ora, se è pressoché normale per Grimaldi, che di mestiere fa il medico e che tuttavia da Sindaco dovrebbe comunque saper rispondere se non si chiamasse per l’appunto Grimaldi, è inaccettabile invece per D’Aponte di professione commercialista. Eppure non dovrebbe essere così difficile fare un colpo di telefono al dirigente, scendere una rampa di scale per andarsi a informare. Anche in questo caso evocare le dimissioni è il minimo, o sbaglio?

45 giorni. Ci sono voluti quasi due mesi per nominare una donna nel nuovo esecutivo comunale. O meglio, per rifare lo stesso esecutivo cambiando un solo nome. Due mesi di riunioni, veti incrociati e guerre, perché nessuno dei gruppi consiliari era disposto a cedere sui nomi originariamente imposti al primo cittadino. A essere decapitato, infine, è toccato a De Santis, la scelta più indolore per Grimaldi che in questo modo ha evitato future ritorsioni (ma non è escluso, vedrete) mentre nel qual caso i suoi fedelissimi Liguori e Campanile hanno accettato senza colpo ferire. Il nuovo assessore si chiama Maria Assunta Aveta, ragazza molto carina e sveglia, classe 1988, residente a Frattamaggiore e studentessa presso la facoltà di Farmacia. Nessuna precedente attività politica sul nostro territorio (esclusa l’ultima campagna elettorale in cui è stata candidata con Grimaldi), nessuna precedente esperienza come consigliere comunale o assessore, nessuna rilevante esperienza nel campo dei lavori pubblici. Eppure, questa 23enne frattese dovrà occuparsi del settore in assoluto più spinoso in un ente pubblico. Nel cambio ci abbiamo sicuramente perso, intanto perché passiamo da un incompetente (De Santis deteneva la delega dei LL.PP. pur essendo commercialista) a una super incompetente d’importazione. Spiace che proprio una persona perbene e garbata come De Santis (e lo dico senza conoscerlo), uno che ha investito risorse, tempo e passione nel progetto Grimaldi, abbia dovuto abbandonare per una strampalata logica che ha finito per preferire assessori scarsissimi, inciucioni e spudorati che con atti e parole hanno fatto solo disastri per questa città. L’idea di affidare i LL.PP. a una ragazza senza competenze, carisma e capacità tecniche alcune, ma solo perché sponsorizzata da chissà chi, è il non plus ultra dello squallore politico. Nulla di personale contro questa giovane signora, magari nel tempo dimostrerà pure di essere migliore di assessori architetti o ingegneri, tuttavia a Grumo Nevano serviva una nomina di altra caratura, una professionalità capace di analisi e prospettiva, un politico navigato che conoscesse i difficili mari. Non a caso il PresDelCons. Monti, di fronte a parimenti situazione di crisi, ha scelto donne di una certa levatura, non una 23enne d’oltre ponte. Mentre a noi è toccato un fantoccio politico spacciato per assessore.


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